Pubblicato il: 01/07/2024

Al giorno d'oggi, il numero di famiglie che beneficiano dell’Assegno di Inclusione (ADI) è particolarmente elevato.
Sebbene non superino gli oltre 2 milioni di famiglie che, fino al 2023, beneficiavano del Reddito di Cittadinanza, il numero di nuclei familiari che usufruiscono di questo aiuto rimane comunque considerevole, nonostante il Governo abbia ridotto il numero di destinatari che possono usufruire dell’ADI rispetto a coloro che, invece, potevano accedere al Reddito di cittadinanza.
Le differenze tra l’ADI e il Reddito di cittadinanza sono più d'una. Ad esempio, una prima differenza sostanziale rispetto al Reddito cittadinanza risiede nel fatto che l’ADI prevede, come sussidi per alcuni nuclei familiari, importi molto bassi, spesso di gran lunga inferiori rispetto a quelli erogati attraverso il Reddito di cittadinanza.
È indubbio, quindi, che la transizione dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione abbia comportato diversi cambiamenti per i vari beneficiari.
Gli importi erogati rappresentano una delle principali preoccupazioni dei beneficiari dell’ADI. Alcune famiglie, che fino al 2023 ricevevano più di 1.000 euro al mese attraverso il Reddito di Cittadinanza, oggi devono fare i conti con somme di gran lunga inferiori.

Tuttavia, esistono dei modi attraverso i quali i percettori di ADI possono beneficiare di una somma superiore ai 1000 euro. Vediamo quindi come si può ottenere questo risultato, nonostante le riduzioni decise dal governo.

La prima differenza sostanziale che intercorre tra Reddito di cittadinanza e ADI riguarda la platea dei beneficiari. Infatti, in passato il Reddito di cittadinanza era disponibile per tutte le famiglie, indipendentemente dall'età dei componenti del nucleo o dalle condizioni di ciascuno, a patto che rientrassero nei limiti di reddito o di ISEE previsti dalla legge.
Attualmente, invece, solo chi ha più di 60 anni, meno di 18 anni, chi ha responsabilità di cura, chi è assistito dai servizi sociali o chi ha una disabilità di almeno il 67% può accedere all’Assegno di inclusione. È bene però sottolineare che, per le famiglie che includono persone appartenenti a queste categorie, gli importi percepiti non sono cambiati tra il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Inclusione.
Sempre con riferimento alla platea dei beneficiari, discussa è la possibilità di beneficiare dell’ADI durante la gravidanza. La questione è stata più compiutamente affrontata in questo articolo.

Per molte famiglie, l’Assegno di Inclusione non si è rivelato particolarmente vantaggioso, avendo comportato l'erogazione, in loro favore, di un aiuto economico ridotto rispetto al Reddito di Cittadinanza. Tuttavia, esiste una soluzione alternativa per coloro che non abbiano potuto accedere all’Assegno di Inclusione, la quale può portare al conseguimento di un sostegno maggiore rispetto alla misura precedente.
Ebbene, gli adulti sotto i 60 anni, senza responsabilità di cura, non disabili e non assistiti dai servizi socio-sanitari locali per dipendenze o patologie, possono richiedere una misura parallela all'Assegno di Inclusione. Il governo ha infatti introdotto il “Supporto Formazione e Lavoro” come misura complementare che, insieme all’Assegno di Inclusione, ha sostituito il Reddito di Cittadinanza.

Le due misure sono distinte. L'Assegno di Inclusione viene erogato su una carta simile a una PostePay e deve essere utilizzato per acquisti essenziali, farmaci, bollette o per il pagamento del mutuo o dell'affitto.
Non gravano particolari obblighi sui beneficiari, i quali, per continuare a percepire il sussidio, devono registrarsi presso il Servizio sociale competente del Comune di riferimento entro 120 giorni dalla domanda e presentarsi ogni 90 giorni per verificare i miglioramenti sociali. Per un approfondimento sulla questione, si consiglia la lettura di questo articolo.

Il “Supporto Formazione e Lavoro” richiede, invece, la partecipazione a corsi e iniziative adottate da parte dei Centri per l'Impiego.
Solo partecipando a queste attività, gli interessati possono ricevere il sussidio mensile tramite bonifico, senza vincoli sull'uso del denaro.
Pertanto, una famiglia che abbia i requisiti previsti da entrambe le misure potrà beneficiare di entrambi i sussidi.
Questo permette di ottenere un assegno superiore a 1.000 euro.

Se i membri del nucleo familiare che dispongono dei requisiti per beneficiare dell'Assegno di Inclusione possono ricevere un importo pari a 500 euro al mese come integrazione al reddito familiare (tale importo inoltre deve essere moltiplicato in base alla scala di equivalenza per i componenti della famiglia), gli altri membri, che beneficiano del sussidio “Supporto Formazione e Lavoro”, possono ricevere 350 euro al mese ciascuno.
Per esempio, una famiglia con due genitori over 60 avrà diritto a 700 euro di Assegno di Inclusione, a cui si potranno aggiungere, eventualmente, 280 euro di integrazione per l'affitto. Se in questo nucleo familiare ci sono due figli maggiorenni, senza lavoro e senza redditi, potranno ricevere altri 700 euro al mese (350 ciascuno).
Con il precedente Reddito di Cittadinanza, invece, questa famiglia di quattro persone riceveva 1.050 euro di sussidio.
Con le nuove misure, quindi, la loro condizione economica risulta migliorata rispetto a prima.


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