Pubblicato il: 11/07/2024

L’INPS, con il messaggio n. 2283 del 19 giugno 2024, ha annunciato di aver modificato le modalità di gestione delle pratiche relative alle domande di congedo parentale, al fine di autorizzare l'indennizzo con aliquota maggiorata.

In particolare l’Istituto previdenziale fa presente che, con la nuova gestione delle pratiche, se si richiede l'indennità in misura maggiorata senza avervi diritto (cioè all'80% anziché al 30% della retribuzione), verrà bloccata ogni erogazione, anche quella in misura base (30%).
Più chiaramente, in presenza di richieste di indennità non fondate, la procedura non indennizza automaticamente con l'aliquota base al 30%, ma chiede la rimozione del Tab di richiesta di indennità maggiorata.

Ma in cosa consiste, più nel dettaglio, il congedo parentale con richiesta di aliquota maggiorata?

Si tratta di un istituto introdotto dall’art. 1, comma 179, L. 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024). La norma citata ha disposto l’elevazione, dal 30% al 60% della retribuzione, dell’indennità di congedo parentale per un’ulteriore mensilità da fruire entro il sesto anno di vita del figlio (o entro 6 anni dall’ingresso in famiglia del minore in caso di adozione o di affidamento e, comunque, non oltre il compimento della maggiore età).
Per il solo anno 2024, l’elevazione dell’indennità di congedo parentale per l’ulteriore mese è pari all’80% della retribuzione (invece del 60%).
La citata previsione, che opera in alternativa tra i genitori, trova applicazione con riferimento ai lavoratori dipendenti che terminano il congedo di maternità o, in alternativa, di paternità successivamente al 31 dicembre 2023 (cfr. circolari Inps n. 45/2023 e n. 57/2024).
Per richiedere l'indennizzo in parola – chiarisce l’Istituto – è necessario spuntare con ‘SÌ' la nuova dichiarazione “Dichiaro di voler richiedere l'indennizzo con aliquota maggiorata”, presente nella pagina “Dati domanda”.

Cosa verifica la nuova procedura?

La procedura verifica che:

  • il periodo richiesto sia fruito entro i 6 anni di età del minore, oppure, in caso di adozione/affidamento, entro i 6 anni dall'ingresso in famiglia;
  • il periodo richiesto con indennità maggiorata, a prescindere dalle condizioni di reddito, non ecceda i 3 mesi di congedo indennizzati e non sia trasferibile all'altro genitore.

Riguardo a quest'ultimo punto si segnala che, in caso di parziale superamento dei 3 mesi indennizzati e non trasferibili all'altro genitore, la nuova procedura automatizzata richiederà, all'atto della domanda, di confinare il periodo indennizzato con aliquota maggiorata comunque al limite temporale dei 3 mesi, escludendo dal computo, quindi, il periodo eccedente.

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