Pubblicato il: 05/05/2026

La cosiddetta “quattordicesima” — tecnicamente definita somma aggiuntiva — è una prestazione previdenziale introdotta nel 2007 e poi ampliata nel 2017. Serve a sostenere il potere d’acquisto dei pensionati con assegni medio-bassi attraverso un contributo economico annuale. Non è un bonus assistenziale: spetta solo a chi ha versato contributi durante la vita lavorativa. Sono, quindi, escluse prestazioni come assegno sociale o pensioni assistenziali. L’importo è netto, non tassato IRPEF e non incide sul reddito ai fini fiscali o per altre agevolazioni.

Quali i requisiti richiesti per ottenerla?
Per avere diritto alla quattordicesima nel 2026 bisogna soddisfare tre condizioni:

  • età: almeno 64 anni. Chi li compie entro il 31 luglio riceve il pagamento a luglio; chi li compie dopo, entro dicembre, lo riceve a fine anno in misura proporzionale;
  • tipo di pensione: deve essere una pensione previdenziale (vecchiaia, anticipata, reversibilità, invalidità contributiva, ecc.);
  • reddito: il reddito annuo individuale non deve superare il doppio del trattamento minimo INPS.

Non hanno diritto alla quattordicesima, invece:

  • i titolari di pensioni assistenziali (es. assegno sociale, pensioni di invalidità civile);
  • i pensionati con redditi complessivi superiori al limite indicato;
  • i beneficiari di pensioni non gestite dall’INPS (es. Casse professionali private).

Nel dettaglio, per i pensionati con un reddito lordo individuale fino a 11.931,08 euro, gli importi spettanti sono i seguenti:

  • 437,00 € per i lavoratori dipendenti con massimo 15 anni di contributi (18 anni per i lavoratori autonomi);
  • 546,00 € per i lavoratori dipendenti con contributi compresi tra 15 e 25 anni (tra 18 e 28 anni per gli autonomi);
  • 655,00 € per i lavoratori dipendenti con oltre 25 anni di contributi (oltre 28 anni per gli autonomi).

Per i pensionati con un reddito lordo individuale compreso tra 11.931,08 euro e 15.908,10 euro, gli importi previsti sono:

  • 336,00 € per i lavoratori dipendenti con massimo 15 anni di contributi (18 anni per i lavoratori autonomi);
  • 420,00 € per i lavoratori dipendenti con contributi compresi tra 15 e 25 anni (tra 18 e 28 anni per gli autonomi);
  • 504,00 € per i lavoratori dipendenti con oltre 25 anni di contributi (oltre 28 anni per gli autonomi).

Per gli autonomi, quindi, cambiano le soglie contributive (18 e 28 anni), ma gli importi restano gli stessi.

La quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità, se rispettano i requisiti di età e reddito. In questo caso, gli anni di contributi sono calcolati sulla posizione del coniuge deceduto, proporzionati alla percentuale della pensione. Il reddito considerato è solo quello del beneficiario.

Ma quando viene pagata?

  • Luglio 2026: per chi già soddisfa i requisiti o li raggiunge entro il 31 luglio.
  • Dicembre 2026: per chi compie 64 anni nella seconda metà dell’anno o va in pensione dopo luglio.

Il pagamento è automatico e visibile nel cedolino con la voce “somma aggiuntiva”.
Se la quattordicesima non viene erogata ma si ritiene di avervi diritto, è possibile presentare una domanda di ricostituzione all’INPS.

Le cause più frequenti del mancato pagamento sono:

  • dati reddituali non aggiornati;
  • variazioni di reddito.
In questi casi, dopo la richiesta, l’importo viene generalmente riconosciuto nei mesi successivi.

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